Gallaratese: i grandi muri di Milano

Nel secondo dopoguerra, dopo i bombardamenti, nasce il “quartiere giovane” di Milano, progetto presentato da Piero Bottoni durante l’VIII Triennale del 1947. Quest’area a nord-ovest di Milano, originariamente distrutta, diventa il luogo perfetto per una rinascita residenziale: il Gallaratese non ha quindi una storia enorme nel tessuto milanese, ma come spesso succede i piani non vanno come previsto.

Intorno al Monte Stella, noto come “Montagna de San Sir,” inizia quindi a sorgere un quartiere residenziale sperimentale. Vengono proposte innovazioni abitative, dando vita alla prima casa multipiano INA-CASA. Queste abitazioni, caratterizzate da piccole dimensioni e ballatoi esterni, trasformano la periferia in un centro residenziale moderno e innovativo ed iniziano ad essere popolate di giovani famiglie. Il problema principale del quartiere, per anni, è stato il tessuto sociale: rispetto ad altri quartieri di Milano, non è mai stata sviluppata una vera e propria comunità facendo diventare nel tempo la zona un quartiere dormitorio.

Negli ultimi anni, complica anche il cambio generazionale di proprietari ed affittuari nella zona, qualcosa si sta muovendo ed anche la street art sta trovando spazio nel paesaggio urbano del Gallaratese caratterizzato da enormi facciate di palazzi. Prima con il progetto SMART Street Colors, promosso dall’associazione El Redefoss, con l’obbiettivo di migliorare la zona coinvolgendo i suoi abitanti nel processo creativo che ha poi portato alla realizzazione di alcune opere sui muraglioni grigi della via Gallaratese.

Successivamente con un grande progetto Manifestival che ha permesso la realizzazione di ben 5 grandi murales da parte di artiste donne proveniente da diverse parti del mondo e che hanno iniziato a cambiare il volto cupo e grigio del quartiere


Video dedicati alla street art nel Gallaratese a Milano


Come arrivare al quartiere Gallaratese di Milano

Il quartiere comprende ben 4 fermate della linea M1 Rossa di Milano: Molino-Dolino, S.Leonardo, Bonola e Uruguay. Inoltre la via Gallarate, attorno alla quale nasce il quartiere, è una via ad alto scorrimento quindi sono diverse le fermate dei bus 528 e 69


Mappa dei muri nel quartiere Gallaratese di Milano


Il Bivio di Zed1

Posizione: via Gallarate 882

ZED1 affronta il tema delle scelte difficili con l’opera Il Bivio. Rappresentando due figure simili a marionette ai lati opposti di una strada, separate da coccodrilli e curve tortuose, l’artista ritarda il loro incontro, simboleggiando il dilemma universale tra una vita dedicata a sé stessi o al rapporto con gli altri. Con un tocco surreale che ammorbidisce i temi difficili, ZED1 crea un’opera evocativa a Via Gallarate, riflettendo sulle sfide quotidiane della scelta.


Volere è potere di Rancy

Posizione: via Gallarate 882

L’opera è un omaggio e regalo di Rancy, artista e curatore del progetto, alla sua città: Milano. Il murale presenta un astronauta con il pugno chiuso che fluttua verso il futuro, simboleggiando il potere dei propri ideali. Il titolo stesso riflette la convinzione che il desiderio e la determinazione possono aprire la strada a un futuro realizzabile per chiunque creda in esso.


Le piante di Fabio Petani

Posizione: via Appennini

Il titolo dell’opera dello street artist Fabio Petanti è A-LINOLENIC ACIDUM & RHAPHIDOPHORA TETRASPERMA, i nomi reali delle piante rappresentate (Monstera Deliciosa e Rhaphidophora Tetrasperma). L’opera fa parte del progetto M.A.N.I. ed è stata creata attraverso coinvolgenti sessioni partecipate con ragazzi frequentatori ed abitanti della zona partendo da un macro tema: la natura.


Sport popolare di Leticia Mandragora

Posizione: via Consolini 66

Il titolo del murale di Leticia Mandragora situato in via Consolini 66 è “Sport Popolare“, un simbolo veramente interessante. Nel muro è rappresentata in modo completo, con una varietà di colori che vanno dal turchese al lavanda, Silvia De Natale, calciatrice di una delle squadre di calcio più popolare nel quartiere gallaratese e cioè il Partizan Bonola. Il dipinto intende promuovere i principi legati alla pratica sportiva, identificata come uno strumento di integrazione e di miglioramento personale, in grado di superare le divisioni e di unire persone al di là delle differenze linguistiche e culturali.


Atlas di JDL

Posizione: via Consolini

Il lavoro artistico di JDL celebra le donne che supportano il quartiere e la globalità. Simboleggia la parte femminile della società, che porta un carico sociale significativo e può elevare la comunità tramite piccoli gesti di gentilezza e sostegno, mentre gli uomini sembrano inclini a concentrarsi su autorità e realizzazione. Quest’opera ci rammenta che la vera potenza emerge frequentemente da gesti umili.


I muri di BTOY e le Medianeras

Posizione: via Consolini 26

L’opera delle artiste argentine Medianeras si intitola Frequency & Rhythm. Questo murale celebra la musica e la cultura visiva come mezzi di unione giovanile e di espressione individuale, offrendo un esempio affascinante di riconsiderazione del luogo, richiamando l’iconico edificio della zona soprannominato Monte Amiata. Parallelamente, la rinomata artista urbana spagnola BTOY ha dipinto Il viaggio enfatizzando la memoria delle abitazioni popolari del Gallaratese, ancora viva nei ricordi dei residenti. Attraverso pattern e geometrie pop l’opera crea un viaggio nel tempo caratterizzato da giovani biker in sella a moto di ogni genere


Equilibrio dinamico di Nabla & Zibe

Posizione: via Appennini 64

L’opera Equilibrio dinamico è stata creata dal duo artistico Nabla & Zibe da anni operanti sul territorio milanese. Questo murale vivace e ricco di colori celebra in chiave pop la ricca storia agricola del quartiere. Inoltre, propone una contemplazione sulla possibilità di avviare progetti sostenibili dal margine urbano, ribaltando così la prospettiva convenzionale dello sviluppo cittadino focalizzato esclusivamente sul nucleo centrale.


Tear Flame Peace di OBEY

Posizione: via Consolini 26

Nel suo muro OBEY richiama un’immagine che troviamo spesso nelle sue opere: la colomba. A farne da cornice un altro simbolo fondamentale nel suo lessico: la lacrima che cade dall’occhio. Ci troviamo quindi davanti ad un messaggio di pace, colmo di tristezza e speranza, ma anche di rabbia ed ispirazione grazia alla fiamma che arde.


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